Una spada per San Giorgio

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Realizzazione a cura di Giovanni Sartori, Roberto Saporiti, Marco di Sarò e Tomas Lippi

Trovare un premio per il Torneoinarmatura è molto complesso, con il passare delle edizioni le aspettative diventano sempre più alte e cadere nel banale o nel fantastico è molto facile; per questo nella sua realizzazione e forma il premio deve rispondere non solo ai canoni stilistici dell’epoca ma deve essere anche oggetto esclusivo, pezzo unico, che unisca il lavoro di più artigiani italiani riconducendosi al soggetto iconografico del torneo ovvero l’eterna lotta tra Bene e Male, tra San Giorgio e il Drago.

Sin dalla prima edizione abbiamo escluso la possibilità di realizzare una spada come premio perché ci sembrava scontato, per questo motivo le precedenti edizioni hanno avuto premi completamenti differenti, rimane però inevitabile il fatto che prima o poi ci si debba confrontare con questo tipo di premio, l’arma che in questo secolo completa più di ogni altra l’immagine dell’uomo d’arme.

La tipologia di spada scelta per la riproduzione è ovviamente quella che più si addice ad un novello San Giorgio, la SPADA DI STOCCO, arma di forte diffusione nel XV secolo.
Questo particolare tipo di spada assume nel XV secolo anche un’importanza rituale, venendo infatti offerta in dono ad un Condottiero per suggellare il contratto con cui gli veniva affidato il ruolo di Capitano Generale del proprio esercito, famosi gli stocchi cerimoniali donati per il Santo Natale ai difensori della Chiesa.

Dopo un’attenta analisi dei diversi modelli presenti nelle diverse collezioni di tutto il mondo, di cui una buona parte di questi appunto ad uso cerimoniale, è stata presa la decisione di non andare a ricreare un modello esistente, ma basandoci sulle fonti, sullo stile e le tecniche lavorative del periodo, andare a realizzare un modello dedicato a questo evento così come avrebbe fatto un committente dell'epoca.
Così come all'epoca per la realizzazione di una spada del genere venivano richieste le capacità di diversi artigiani così noi oggi abbiamo fatto affidamento sulle diverse capacità di quattro artigiani italiani che hanno lavorato sui diversi aspetti della realizzazione della spada: Giovanni Sartori (forgiatura e tempratura lama), Roberto Saporiti (fornimenti, montaggio, finitura), Marco di Sarò (decorazioni in metallo prezioso) e Tomas Lippi (fodero).

L'anima di ogni spada sappiamo tutti essere la sua lama e vista l’esperienza nella forgiatura di lame (e non solo) abbiamo nuovamente, richiesto i servigi di Giovanni Sartori (ITALIAN ARMOURER) che ha già collaborato con noi nella realizzazione di due dei tre precedenti premi del Torneoinarmatura.
La lama dello Stocco nasce nell’Officina Museo di Bienno dove è ancora in attività un maglio ad acqua risalente al XV secolo, partendo da un blocco di materiale grezzo, l’artigiano con la forza dell'acqua e il calore del fuoco ha dato forma all’anima della spada, andando poi in un secondo tempo alla tempratura per renderla incorruttibile ma flessibile.

La lama è poi passata nelle sapienti mani di Roberto Saporiti (SAPORITI SWORD), artigiano che in questi anni ci ha deliziato con i suoi tanti capolavori a cui abbiamo affidato la realizzazione dei fornimenti, la finitura della lama e la successiva brunitura.
In primis Roberto ha lavorato la lama portandola agli spessori e alla finitura definitiva tenendo sempre bene a mente l’usabilità della stessa, che per quanto cerimoniale possa essere, mantiene peso e bilanciamento ottimali per un suo eventuale utilizzo.
Per la guardia dopo tante ricerche e confronti ci siamo ispirati alla spada la cui proprietà è attribuita a Federico III d’Asburgo Imperatore del Sacro Romano Impero che nonostante la sua semplicità aggiunge piccole lavorazioni che possono ricordare, mantenendo una linea molto pulita, le ali di un drago.

 


Il pomolo è stato realizzato con una forma a disco è fondamentale non solo per il bilanciamento ma anche per accogliere e valorizzare al meglio le placchette in oro e argento realizzate da Marco di Sarò.
Per la finitura dei fornimenti (elsa e pomolo) abbiamo optato per una brunitura ad olio, che potesse non solo evidenziare la fattura della lama e delle decorazioni sul pomolo ma anche ricordare in qualche modo il Soffio del Drago.
Le placchette decorative realizzate da Labortemporis in argento e oro sono di forma tonda e sono applicate sui due lati del pomolo. Le placchette che riprendono la forma di medagli del periodo rappresentano da un lato, un’incisione di un San Giorgio che lotta con il Drago e dall’altro l'incisione della sigla IHS, alla quale in questa forma senza croce sovrastante veniva attribuito il potere di portare fortuna e preservare la salute del possessore dell'oggetto.

A custodire il lavoro di questi artigiani ci ha pensato Tomas Lippi realizzando un fodero con diverse tecniche del periodo (cucitura, decorazione e colorazione).
Anche in questo caso abbiamo chiesto all’artigiano una soluzione fuori dagli schemi che si riconducesse al tema del Drago e da un certosino lavoro di finitura a mano, nasce un fodero con cucitura a tunnel e decorazioni che ricordano le scaglie di drago.

Un pezzo unico destinato al Campione del Torneoinarmatura 2019 nato da un progetto tutto MADE IN ITALY che mira a valorizzare le eccellenze della manifattura nostrana.

Cogliamo l’occasione per ringraziare gli artigiani coinvolti nel progetto non solo per il lavoro effettuato ma anche per la grande collaborazione nella creazione dell’idea di questo premio, ed ora …
CHI SCONFIGGERA’ IL DRAGO ???