Uomini d'Arme

PARTNER

Cristiano dei Ricci detto "il Leone bianco di Forlivio"

Uomo d'Arme per la Signoria Sforza

Cristian Ricci . Associazione Culturale FAMALEONIS . Forlì

 

Cristiano dei Ricci nacque a Forlivio nel 1420: la sua famiglia, gente de umili origini, lo lasciò andare in cerca della propria fortuna quando, all’età di quindici anni, decise di intraprendere la carriera militare. Entrò dunque nelle nelle genti d’arme di Antonio Ordelaffi, Signore di Forlivio.
In pochissimo tempo, le sue doti di grande combattente lo misero in risalto agl’occhi dello suo Signore e di molt’altri condottieri et gente d’arme, ma fin da subito fu evidente che il suo scopo non era il servir lo suo signore come soldato, ma farsi capitano d’una compagnia tutta sua, et con essa cercar la gloria e la fama ch’ei bramava . Et fu cosi che, con i denari guadagnati sotto l’Ordelaffi, radunò alcuni suoi fedeli compagni d’arme sotto le insegne della Compagnia di San Michele, Santo guerriero che del Ricci incarnava l’ardore e la fede.
Le continue guerre che imperversavano in Romagna, dettero molto lavoro a Cristiano ed alla sua Compagnia che iniziò ad raccogliere a se molt’altre lance spezzate; sotto allo suo comando nacquero così la Compagnia dell’Aquila, della Rosa et infine la Compagnia del Leone. Nel 1450 divenne Castellano della Torre di Oriolo, nel Faentino: sotto l’insegne del Leone controllò senza timore e senza fallo il territorio oggetto delle scorrerie delle bande armate e degli eserciti che scorrazzavano pella Romagna.

A BON DROIT


I Manfredi et gli Ordelaffi iniziarono a cercare di condurre a loro Cristiano, ma egli decise mettere l’armi sue a servizio del molto nobile Signore Duca Francesco Sforza, desideroso di aumentare il numero delli fanti suoi in previsione delle molte scaramuzze che l’attendevano col Piccinino, che da tempo infestava con l’armate sue i territori del Senese. Nel 1455 Cristiano si mise al servizio di Donato dal Conte, Capitano delle fanterie Sforzesche, diretto in Toscana: dopo appena pochi mesi ebbe modo di confermare la fama di grande soldato. Infatti, nel luglio dello medesimo anno, vicino Castro le genti del Piccinino assaltarono improvvisamente il campo Sforzesco, ma prontamente le fanterie di Donato dal Conte intervennero per evitare il peggio.

La bandiera del Leone di Forlivio sventolava nel bel mezzo della mischia, la sua lama falciava nemici come l’Arcangelo Gabriele la semenza del maligno, e la sua armatura spiccava nella polvere alzata dai combattenti: il sole risplendeva su di essa tanto da farla risultare bianca e lucente. Cristiano da Forlivio si battè come un leone, ed insieme alle genti Sforzesche riprese il controllo del campo, ricacciando i bracceschi infidi e traditori del Piccinino donde erano venuti, rotti e demoralizzati.

Da quel giorno, Cristiano dei Ricci prese la nomea de “Leone Bianco da Forlivio”, et entrò nelle grazie della famiglia ducale tanto che, nel 1460, venne inviato nella Fortezza di San Leo in vece dell’excellentissimo Sforza per onorare il matrimonio del Conte Federico da Montefeltro con Battista Sforza. Oltre alla propria impresa, gli fu concesso l’onore di sfoggiare l’impresa della Colombina nel torneo indetto dal Conestabile della Fortezza Leontina e di avere come motto “a bon droit”, tanto caro all’illustre Duca di Milano.

 

Due chiacchiere con l'Uomo d'Arme ...

Torneoinarmatura. Come nasce la tua passione per la Ricostruzione Storica ?

Cristian. La storia e l'arte militare mi interessano da sempre. Sono 24 anni che mi occupo di ricostruzione storica. Il tutto è nato quando ho cominciato a praticare la scherma storica, una passione che ho avuto fin da bambino Ben presto lo studio e la pratica delle tecniche marziali, ha fatto sì che l'interesse si spostasse anche sugli usi e i costumi dei periodi storici di contesto per comprenderle al meglio Una volta entrato in contatto con alcune realtà ricostruttive già presenti in Italia e con altre maggiormente diffuse in Europa, il passo è stato breve!

Torneoinarmatura. Perché hai scelto di rappresentare la Signoria di Francesco Sforza ?

Cristian. È la signoria di riferimento dell'associazione di ricostruzione storica di cui sono membro. Gli Sforza sono una delle signore più prestigiose ed influenti del rinascimento, ben nota e rispettata sulla penisola Italiana e nel resto d'Europa. Il capostipite della famiglia, Muzio Attendolo Sforza, ebbe i natali nella mia terra d'origine, la Romagna, e la pronipote, Caterina Sforza è stata la signora della città dove sono nato, Forlì, alla fine della seconda metà del 400. Per me è stata come una scelta ovvia.

Torneoinarmatura. Perchè hai scelto il motto "A BON DROIT" ?

Cristian. È uno dei motti più famosi impressi nelle imprese sforzesche "A buon diritto". È un mio diritto Difendere, Lottare, combattere per qualcosa, fa sì che essa diventi tua per diritto. È questo che mi trasmette questo motto Così io lo intendo.

Torneoinarmatura. Cosa ti aspetti da questo evento ?

Cristian. . Innanzi tutto di divertimi e molto! Come è avvenuto durante l'edizione precedente. Di fare nuove amicizie e consolidare ulteriormente le vecchie.
Il bello sono certe situazioni e complicità, il rispetto la stima è la lealtà che si vengono a creare fra partecipanti e collaboratori. Il Rivivere almeno in parte in certe cerimonie e assaporare certe atmosfere di altri tempi. È tutto molto appagante. Questo mi aspetto.
E perché no...magari di vincere, dopotutto la scorsa edizione sono arrivato secondo...

Torneoinarmatura. Una parola per convincere i nostri lettori a venire alla Fortezza di San Leo ad assistere a questa edizione del TORNEOINARMATURA?

Cristian. Se avete voglia di vedere qualcosa di diverso, se vi va di di fare un tuffo nel passato, se volete provare a rivivere certe atmosfere, se volete divertirvi, emozionarvi ed esaltarvi...allora non dovete assolutamente mancare ad assistere a Torneo in Armatura 2017.