Uomini d'Arme

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Alberto di Giovanni Antonio

Uomo d'Arme per la Serenissima Repubblica di Venezia

Alberto Carminati . Compagnia d'Arme del Carro . Solza

 

Alberto di Giovanni Antonio, fratello secondogenito di Giorgio dei Carminati, nacque pochi anni dopo il 1430 nelle valli bergamasche ricevendo, come il fratello, una cultura umanitaria e religiosa sufficiente per imparare a leggere e scrivere; ma essendo ancora troppo giovane, quando la famiglia fu costretta all'esilio, non imparò mai l'uso delle armi.

Così, mentre una parte della famiglia si trasferì a Milano, Alberto seguì il padre a Venezia da dove partì verso il Montenegro per raggiungere alcuni conoscenti, mercanti di legname, nella speranza di poter avviare una propria attività e riavvicinare presto la famiglia. Ma durante la traversata in mare a bordo di un mercantile, un attacco di pirati dalmati disperse i componenti; solo alcuni giovani, tra cui Alberto, rimasti con la determinzione a difendere la propria libertà, vennero"rapiti" dai pirati e portati con la forza sulle loro navi ed impiegati in ruoli di fatica.

Ignis Aurum Probat


Fuggito rocambolescamente dalla prigionia e rientrato in Venezia percorrendo le rotte commerciali sotto protezione di mercanti conosciuti, collaborò con il Governo fornendo informazioni al fine di combattere la pirateria lungo le principali tratte navali e partecipando ai processi innanzi alla Quarantia. In quelle occasioni si dimostrò più volte clemente ed incline al perdono, venendo così acclamato dal popolo per la sua magnanimità ed ottenendo dalla Repubblica il titolo di cittadino onorario insieme alla possibilità di entrare nelle truppe di mare della Serenissima.

L'ascesa alla carriera da ufficiale fu rapida: abituato alla dura vita dei pirati, si destreggiò facilmente alla rigida, ma corretta, disciplina militare, compiendo atti degni di stima proseguendo l'azione di liberazione delle rotte commerciali dalla pirateria e conquistando così l'affetto della borghesia e aristocrazia veneziana (grandi commercianti); solo la mancanza di un titolo nobiliare (disperso anni addietro nella fuga) non gli permise di entrare tra le file dell'aristocrazia veneziana, pur avendo occasione di valersi come guardia personale del Doge, in più di un occasione di visite all'estero.

Nel 1454 Bartolomeo Colleoni, conosciuto per fama di grande condottiero ed abile stratega, giunse a Venezia per essere investito del Capitanato Generale degli eserciti di terra della Serenissima, con al seguito un nutrito numero di fedelissimi, tra cui Giorgio dei Carminati. CI fu dunque l'occasione per Alberto di riavvicinarsi a quel fratello le cui notizie aveva smarrite da anni. Il Colleoni, assistendo all'affettuosa scena del ricongiungimento dei due fratelli, si interessò a chi fosse quell'uomo e, ascoltata la sua storia, si commosse nel sentire quanto assomigliasse alla sua vita personale; rimasti in ottimi rapporti, incantato dal carattere carismatico di quell'uomo, maturo e deciso, Alberto accettò gli innumerevoli inviti a Malpaga, sia per riabbracciare la famiglia, sia per rincontrare Colleoni.

Ottenuto quindi incarichi minori di comando tra le truppe di terra su richiesta del Capitano Generale ed affinate le abilità sia marziali che diplomatiche, la Serenissima gli rese riconoscimento ai suoi meriti e gli diede incarico di presenziare come ambasciatore al matrimonio di Federico da Montefeltro e Battista Sforza, iscrivendo anche nel numero dei partecipanti al torneo celebrativo indetto per le nozze.

 

 

Due chiacchiere con l'Uomo d'Arme ...

Torneoinarmatura. Come nasce la tua passione per la Ricostruzione Storica ?

Alberto. Ho iniziato quasi per gioco insieme a mio fratello nel 2005, sull'onda del sogno di molti bambini che non vogliono crescere. I primi passi li abbiamo praticati nel campo delle tecniche di combattimento ma ben presto abbiamo compreso che la strada migliore è quella dello studio approfondito e la conseguente ricostruzione attenta e minuziosa. Un processo entusiasmante e senza fine che mantiene alimentata la passione!

Torneoinarmatura. Perché hai scelto di rappresentare la Repubblica di Venezia ?

Alberto. Sono originario di Bergamo. Durante il XV secolo sono due le figure dominanti nelle terre bergamasche: Bartolomeo Colleoni e la Repubblica di Venezia. Essendo la prima personalità già rappresentata a Torneoinarmatura e volendo io portare un "pezzo della mia storia" non c'è stato dubbio nello scegliere di portare le insegne della Serenissima.

Torneoinarmatura. Perchè hai scelto il motto "Ignis Aurum Probat" ?

Alberto. "Ignis Aurum Probat" è una massima classica che ricorda come nelle difficoltà emerga il vero valore e la vera natura degli uomini. Ognuno di noi dovrebbe applicarla ad ogni aspetto della propria vita, ricordandosi che ogni momento difficile è solo un’altra occasione per dimostrare ciò che si è davvero.

Torneoinarmatura. Cosa ti aspetti da questo evento ?

Alberto. Partecipo a Torneoinarmatura fin dalla prima edizione ricoprendo praticamente tutti i ruoli (araldo, famiglio ed ambasciatore). Adesso è giunta l'ora di buttarmi nella mischia insieme agli altri uomini d'arme, il divertimento è assicurato!.

Torneoinarmatura. Una parola per convincere i nostri lettori a venire alla Fortezza di San Leo per questa nuova edizione del TORNEOINARMATURA?

Alberto. Torneoinarmatura ha già dimostrato nelle scorse edizioni che si tratta di un evento completo in grado di soddisfare sia chi cerca la spettacolarità degli scontri sia chi vuole immergersi nelle atmosfere autentiche che solo la più accurata ricostruzione storica e la cornice della fortezza di San Leo possono garantire.